Rugby, All Blacks ha trionfato su Sud Africa, Argentina e Australia


A Johannesburg la Nuova Zelanda affrontò bene tutta la serie di tre sconfitte con le mete di Cane, Tuakeiaho, Havili e Scott Barrett, a San Juan l’Argentina stende l’Australia e vinse 48-17 segnando 7 incontri

Il risveglio degli All Blacks a Johannesburg, dura lezione dell’Argentina all’Australia a San Juan. Nel secondo turno del Campionato di rugby dell’emisfero australe, la Nuova Zelanda ha concluso la serie di 3 match consecutivi, conquistando la vittoria su Nelspruit e con una furiosa rimonta nel match finale per 35-23 al campione del mondo sudafricano in Carica. Una vittoria che non potrebbe bastare al CT Ian Foster per salvare la panchina: tornata a casa, la federazione neozelandese saprà sicuramente se cambierà subito guida tecnica o se riceverà almeno a fine torneo.

Durissima invece la lezione inflitta dai Pumas del ct Michael Cheika ai suoi ex Wallabies, dominati e travolti por 48-17: il parziale di 7 mete a 2 agli argentini regala anche il punto bonus e con quello il command della classifica, condiviso da quota 5 propri con l’Australia, +1 con la Nuova Zelanda e il Sud Africa. Mi prendo la pausa, se tornerà sabato 27 agosto con Nuova Zelanda-Argentina (a Christchurch) e Australia-Sudafrica (ad Adelaide).

Johannesburg

A Johannesburg gli All Blacks dimostrano di avere quanto meno studiato, stavolta: con un uso cinico del cross kick e una migliore occupazione del campo, pareggiando los controphysical, risko aprenre in mano il gioco. Anche senza rendersi pericolosi, nemmeno quando il cartellino giallo a Damian Willemse per un’infrazione in ruck ha offerto a pappagallo 10 minuti in superiorità numerica. Ma poi è proprio il criticissimo capitan Sam Cane, imbeccato all’interno dal Will Jordan dopo il bel passaggio alto e tutto da Jordie Barrett, a firmare al 28′ il primo gol del match, imitato al 33′ daltallnatore Samisoni Tuakeiaho, che Raccoglie l’ovale dalla ruck utilizzando il corpo di un sudafricano per ruzzolare oltre la linea e schiacciare. Richie Mounga, ha preferito l’intera apertura a Beauden Barrett, che al 24′ aveva sbloccato lo segnare il suo piazzato, trasforma la seconda. Al 3′ dall’intervallo è Lukhanyo Am a rimettere in carreggiata gli Springboks: belle mani di Pollard e Willie le Roux a innescare il centro, che poi però passa grazie al morbid placcaggio di Caleb Clarke, con Pollard che transforms e poi infila a piazzato proprio allo scadere per il 10-15. La situazione di ribalta poi con un altro piazzato di Pollard (45′) e con il gol di Makazole Mapimpi (58′), imbeccato tutto solo lungo a destra regala un magnifico passaggio di Willemse. Pollard lo trasforma e al 68′ gonfia un altro piazzato, per un placcaggio senza pallone che costa il giallo a Beauden Barrett. Mounga li ha in carreggiata con due piazzati (49′ e 57′), i miei quando All Blacks seminarono spacciati scatenano un clamoroso rimonta segnando due mete in 5 minuti tra il 74′ e il 79′, cugino con David Havili (che riceve a pochi passi dalla meta lo splendido scarico di Ardie Savea) e poi con Scott Barrett (che risolve da breve distanza un lungo attacco sul vantaggio neozelandese). Mounga lo trasforma dentro e gli All Blacks possono respirare di nuovo.

San Giovanni

A San Juan l’avvio è uno colc per i Wallabies, que subiscono due mete in 5 minuti: il cugino di Juan Imhoff, che calcia lungo dei 22 e poi raccogliere l’ovale approfittando del clamoroso malinteso tra Tom Wright e Jordan Petaia per passeggiare tutto appena superare il limite; Per colpa di quella, che sfonda da pochi passi dopo un bel attacco in anticipo di Thomas Gallo. Emiliano Boffelli lo trasforma entrambi. E’ però il pilone e capitano James Slipper all’11 a suonare la sveglia por gli ospiti, godendosi lo schema del lancio lungo da touche per scappare all’interno e schiacciare da breve distanza. James O’Connor si trasforma e poi al 15′ infila anche il piazzato del -4. Ma al 23′ colpiscono ancora i Pumas con Jeronimo de la Fuente: il centro riceve appena fuori dai 22, batte due difensori e vola in porta. Una corsa che è costata cara a de la Fuente, che deve usarla per un problema muscolare. Boffelli trasforma l’ancora. E al 32′ è un altro errore, stavolta di James O’Connor che manca il controllo del suo calcio lungo, innescando il contrattacco letale di Juan Martin Gonzalez (stavolta Boffelli manca i pali). Argentina, che chiaramente mantiene il controllo della partita all’inizio della diga, senza offerto troppo spazio ai segni tentativi australiani: anzi è proprio Boffelli ad andare ancora a su piazzato al 53′. Al 64′ dà una mazza argentina che clamorosamente strada da metà campo per una ventina di metri nasce un magnifico attacco che porta dopo 11 fasi alla doppietta di Gallo, che raccoglie da breve distanza e trova il buco per girasi e schiacciare in mezzo alle maglie Gialle Boffelli si trasforma per 36-10 che sa di sentenza definitivo. Inoltre, un’ingiustificata doze degli argentini sotto ai pali ha permesso al centro di raccogliere un pallone e sprintare indisturbati in porta (trasformata da O’Connor). Il passaggio a vuoto rimane ma isolato e il professato argentino disinnesca efficacemente e successivamente attacchi australiani. Anzi, al 78′ è Boffelli in velocità Marika Koroibete ad andare a schiacciare in metallo l’estrusore intelligente con Quale Lucio Cinti (sotto Santiago Carreras) buta dietro la linea australiana. Ma non è finita, perché sull’ultimo proprio a tempo scaduto Tomas Cubelli via e poi calcia longo verso la meta, con Tomas Albornoz che batte tutti in velocità, raccoglie e schiaccia. Boffelli si è convertito ieri sera per il finale 48-17.



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